EDITORIALE
CONTRIBUTI A FONDO PERDUTO E FORMAZIONE FINANZIATA: LEVE STRATEGICHE PER LA CRESCITA DELLE IMPRESE ITALIANE

di Anna Montefinese
Sostegno a progetti di internazionalizzazione delle P.M.I. e aggregazioni di P.M.I. – 2026-2027
Il nuovo Bando per l’internazionalizzazione 2026-2027 della Regione Emilia-Romagna rappresenta un’opportunità per le Micro Piccole e Medie Imprese che intendono avviare e rafforzare la propria presenza nei mercati internazionali. Con una dotazione finanziaria di 5 milioni di euro, l’iniziativa mira a sostenere progetti che non siano semplici partecipazioni fieristiche, ma veri e propri percorsi strategici di crescita sui mercati esteri.
La peculiarità del bando risiede nell’obbligatorietà degli interventi di tipo consulenziale. A differenza di altri finanziamenti, questo contributo punta a trasformare strutturalmente l’impresa attraverso:
- Sviluppo di Competenze Interne: il supporto di figure come il Temporary Export Manager (TEM) e il Digital Export Manager (DEM) che consentono anche un trasferimento di competenze che resta in impresa anche oltre la durata del progetto.
- Pianificazione Mirata: il finanziamento copre la redazione di piani di marketing e comunicazione specifici per i paesi target, permettendo all’impresa di approcciare nuovi mercati con una strategia mirata.
Per beneficiare di questa opportunità, le imprese devono strutturare progetti che puntino a un massimo di due paesi target, preferibilmente extra-UE per massimizzare il punteggio in graduatoria.
BENEFICIARI: Possono partecipare PMI singole o aggregazioni (minimo 3 soggetti) iscritte al REA e con unità operativa in Emilia-Romagna.
ENTITÀ DEL CONTRIBUTO: Il finanziamento è a fondo perduto nella misura del 50% delle spese ammissibili. Il massimale è di € 30.000 per le imprese singole e arriva fino a € 140.000 per le aggregazioni.
SPESE AMMISSIBILI: Oltre alle consulenze strategiche (TEM, DEM, B2B), è finanziata la partecipazione a un massimo di 4 fiere internazionali (all’estero o in Italia), con costi riconosciuti in modalità forfettaria.
PREMIALITÀ: È previsto un incremento del contributo del 5% per imprese femminili o giovanili, o per attività localizzate in aree montane, aree interne, zone alluvionate o per chi possiede il rating di legalità.
Le domande devono essere presentate esclusivamente tramite l’applicativo Sfinge 2020 a partire dalle ore 11:00 del 24 febbraio 2026 alle ore 16.00 del 13 marzo 2026. È importante segnalare che lo sportello potrebbe chiudersi anticipatamente al raggiungimento delle 300 domande, rendendo la tempestività un fattore determinante.
Bando internazionalizzazione – Camera di Commercio Frosinone-Latina
Il Bando è volto a sostenere servizi o soluzioni finalizzate ad avviare o rafforzare la presenza all’estero delle Micro, Piccole e Medie Imprese delle due province attraverso l’analisi, la progettazione, la gestione e la realizzazione di iniziative sui mercati internazionali oltre che per incrementare la consapevolezza e l’utilizzo, da parte delle imprese, delle possibili soluzioni offerte dal digitale a sostegno dell’export, in particolare lo sviluppo di iniziative di promozione e commercializzazione digitale.
Le risorse complessivamente stanziate ammontano a € 400.000,00 e saranno concesse sotto forma di voucher che avranno un importo unitario massimo pari a € 15.000,00. L’entità massima dell’agevolazione non potrà superare il 70% delle spese ammissibili e le spese che saranno valutate ammissibili a seguito di istruttoria, al netto di I.V.A. e complessivamente sostenute, dovranno essere pari o superiori a € 4.000,00.
Le richieste di voucher dovranno essere esclusivamente in modalità telematica, con firma digitale, trasmesse tramite la piattaforma ReStart di Infocamere dalle ore 12:00 del 20 gennaio 2026 alle ore 18:00 del 6 marzo 2026.
Tutte le attività devono essere realizzate a partire dal 1° gennaio 2025 e fino al 19 settembre 2026.
CONneSSi – CONtributi per lo Sviluppo di Strategie digitali per i mercati globali – Anno 2026
La Camera di commercio di Milano Monza Brianza Lodi mira a rafforzare la diffusione di una cultura digitale orientata all’internazionalizzazione con l’obiettivo di sostenere la crescita delle imprese sui mercati esteri attraverso la progettazione e l’adozione di avanzate strategie di marketing digitale, nonché aumentare le competenze interne delle imprese sui temi del digital export, dell’analisi dei dati e dell’utilizzo dell’intelligenza Artificiale a supporto dei processi commerciali.
Il bando, in particolare, intende sostenere le MPMI mediante contributi per gli investimenti volti a:
- acquisire servizi specializzati per la pianificazione, lo sviluppo e la gestione di strategie di marketing digitale orientate ai mercati globali;
- ottimizzare il posizionamento digitale dell’impresa e avviare attività di promozione e comunicazione rivolte ai mercati internazionali, così da migliorare la visibilità e la competitività online;
- potenziare la presenza e l’immagine aziendale sui social media, aumentando l’attrattività verso utenti, partner e clienti esteri attraverso contenuti, campagne e strategie mirate.
Il bando si rivolge a Micro, Piccole e Medie Imprese (MPMI) attive in qualsiasi settore e titolari di un sito internet o ecommerce proprietario, redatto in almeno una lingua differente dall’italiano, attivo e on line, pienamente operativo e navigabile e di almeno uno dei seguenti canali digitali già attivi ed operativi:
- una pagina aziendale/di prodotto su un marketplace internazionale,
- una o più pagine social aziendali (es. Facebook, Tiktok, Instagram, Linkedin…).
Non potranno essere considerate ammissibili al contributo le imprese che sono state assegnatarie di un contributo a valere su uno dei Bandi:
- CONtributi per lo Sviluppo di Strategie digitali per i mercati globali – CONneSSi Anno 2024
- CONtributi per lo Sviluppo di Strategie digitali per i mercati globali – CONneSSi Anno 2025.
L’agevolazione consiste nella concessione di un contributo a fondo perduto pari al 60% delle spese considerate ammissibili, al netto di Iva, fino ad un importo massimo di euro 10.000,00. I progetti dovranno prevedere un investimento minimo di 4.000,00 euro.
Le richieste di contributo potranno essere presentate a partire dalle ore 09.00 del 5 febbraio 2026 fino ad esaurimento risorse e comunque entro e non oltre le ore 14.00 del 9 aprile 2026.
Avviso 4/2025 Fondimpresa
Infine, il nostro Gruppo può supportare le imprese aderenti al Fondo nella predisposizione di attività progettuali legate ai piani formativi sull’Intelligenza Artificiale (IA) finalizzati ad affiancare le imprese nell’innovazione dei processi, prodotti e servizi aziendali.
La presentazione della domanda potrà essere effettuata:
- dalle imprese beneficiarie dell’attività di formazione oggetto del Piano per i propri dipendenti, già aderenti a Fondimpresa alla data di presentazione della domanda di finanziamento e già registrate sull’«Area Riservata» pf.fondimpresa.it;
- dagli enti già iscritti, alla data di presentazione della domanda di finanziamento nell’Elenco dei Soggetti Proponenti qualificati da Fondimpresa.
Il finanziamento massimo per impresa è di euro 50.000. Il Piano formativo deve avere ad oggetto esclusivamente progetti o interventi su soluzioni e applicazioni di Intelligenza Artificiale, anche integrate con altre tecnologie digitali, che comportino l’introduzione di nuovi prodotti e/o processi oppure il notevole miglioramento di prodotti, processi o servizi già esistenti, e richiedere, in una o più fasi della realizzazione e/o del trasferimento, la formazione del personale coinvolto. La formazione deve essere strettamente collegata al progetto o intervento di IA realizzato, o in corso di realizzazione e riguardare, in particolare, le seguenti aree di intervento:
- Strategia e governance dell’Intelligenza Artificiale;
- Progettazione di architetture IA e user experience;
- Sviluppo e integrazione di soluzioni IA;
- Operazioni & Service Management IA;
- Sicurezza, Compliance & Rischi IA;
- Dati, Conoscenza & Qualità per l’IA;
- Gestione Progetti, Portafoglio & Miglioramento.
Le domande devono essere presentate il 25 febbraio 2026 ed è importante segnalare che le risorse saranno assegnate in ordine cronologico.
Per approfondire le modalità di partecipazione ai suddetti bandi e per valutare il possibile coinvolgimento del nostro gruppo nello svolgimento dell’attività consulenziale scrivere a montefinese@commercioestero.net
A proposito di…
di Michele Lenoci
Commercio mondiale tocca record di 35 trilioni di dollari
Nel dicembre 2025, l’UNCTAD ha confermato che il commercio globale supererà i 35 trilioni di dollari entro la fine dell’anno, un aumento del 7% rispetto al 2024. Questo record è trainato dalla forte performance del settore dei servizi (+9%) e dalla crescita resiliente degli scambi di beni, nonostante le crescenti tensioni geopolitiche e i costi di spedizione elevati.
Boom del Made in Italy farmaceutico verso gli USA
Nonostante le minacce di nuovi dazi, l’export italiano verso gli Stati Uniti ha registrato una crescita straordinaria del 77,9% nel settore farmaceutico durante il 2025. Al contrario, settori tradizionali come l’automotive hanno subito una contrazione del 24,4%, riflettendo una profonda riorganizzazione delle priorità commerciali e delle catene di fornitura tra le due sponde dell’Atlantico (Fonte: Economia del Mare).
Commercio globale nel 2026: l’impatto dei dazi
Le proiezioni per l’inizio del 2026 indicano un rallentamento degli scambi commerciali, con una crescita stimata di solo lo 0,5%. Ciò è dovuto al venir meno dell’effetto “front-loading”, osservato nel 2025, quando le aziende hanno accelerato le importazioni per evitare i nuovi dazi universali imposti dalle principali potenze economiche (Fonte: World Trade Organization / PES Maastricht).
India e UE accelerano i negoziati di libero scambio
Alla fine del 2025 l’Unione Europea e l’India hanno intensificato i negoziati per un accordo di libero scambio (ALS). L’obiettivo è ridurre la dipendenza commerciale dalla Cina, concentrandosi su settori strategici come il digitale e le energie rinnovabili, con la speranza di firmare un accordo definitivo entro la prima metà del 2026 (Fonte: SPRI Agencia Vasca de Desarrollo Empresarial).
I prezzi dei beni scambiati calano a fine 2025
Dopo un anno segnato dall’inflazione, i prezzi delle merci scambiate a livello internazionale hanno iniziato una traiettoria discendente nel quarto trimestre del 2025. Questo calo suggerisce che la crescita del valore del commercio registrata negli ultimi mesi sarà ora sostenuta più dall’aumento dei volumi fisici che dal rialzo dei prezzi nominali (Fonte: UNCTAD Global Trade Update).
Digitalizzazione doganale: la nuova era dei porti intelligenti
Nel corso del 2025 l’adozione massiccia di intelligenza artificiale e blockchain nelle procedure doganali ha ridotto i tempi di sdoganamento del 15% a livello globale. L’inaugurazione di nuovi hub tecnologici, come il porto di Chancay, segna un punto di svolta per il commercio transpacifico, migliorando l’efficienza logistica tra America Latina e Asia (Fonte: Rextie / Eude Business School).
Italia: export extra-UE stazionario a fine anno
I dati ISTAT di dicembre 2025 evidenziano una fase di assestamento per il commercio estero italiano fuori dai confini europei. Mentre le importazioni sono diminuite del 7,4%, le esportazioni sono rimaste stazionarie, permettendo all’Italia di mantenere un saldo commerciale positivo di quasi 7 miliardi di euro, sostenuto principalmente dai beni di consumo non durevoli (Fonte: ISTAT).
“Friendshoring” e nuove alleanze in Africa ed Est Asia
Il 2025 si chiude con una netta tendenza verso il “friendshoring” con l’Africa e l’Asia orientale che emergono come i principali motori della crescita commerciale. Gli scambi “Sud-Sud” sono cresciuti dell’8% nel 2025, superando la media globale e dimostrando una crescente integrazione tra le economie emergenti al di fuori dei blocchi tradizionali (Fonte: UNCTAD Nowcast).
Automotive in crisi: crollano i veicoli a combustione5
Il commercio globale di autoveicoli ha mostrato una debolezza strutturale nel 2025, con una flessione del 4% annuo. Il dato più rilevante è la divergenza interna al settore: mentre gli scambi di veicoli ibridi sono aumentati del 22%, quelli di auto a combustione interna sono crollati del 13%, segnando una transizione irreversibile del mercato mondiale (Fonte: Global Trade Report).
Nuova rotta “Silk Road” per il trasporto aereo merci
In Australia è in forte crescita la domanda di prodotti biologici italiani, come pasta, olio d’oliva, vino e conserve. I consumatori australiani sono sempre più attenti alla qualità e alla sostenibilità dei prodotti alimentari e i prodotti biologici italiani godono di un’ottima reputazione (Fonte: Austrade).
Attenzione su…
Come esportare un bene in India: consigli pratici
di Marco Tupponi
L’esportazione di beni dall’Italia all’India è regolata da una combinazione di diritto internazionale, normativa UE, diritto italiano e, soprattutto, diritto indiano. Un contratto internazionale ben strutturato è essenziale per mitigare i rischi.
La vendita internazionale verso l’India, mercato in crescita con grandi opportunità, richiede preparazione burocratica (Codice IEC, registrazioni fiscali come PAN Card per ridurre la ritenuta fiscale TDS) e logistica (conformità etichette, certificazioni specifiche).
Le imprese devono considerare un partner locale (importatore/distributore), comprendere l’accordo UE-India in evoluzione e rispettare i documenti necessari come fatture e packing list, sfruttando anche le misure di supporto governative per l’internazionalizzazione.
- Requisiti Burocratici e Fiscali
- Codice IEC (Import Export Code): indispensabile per poter esportare e importare legalmente in India. Si richiede online tramite il DGFT (Directorate General of Foreign Trade).
- PAN Card (Permanent Account Number): consigliata; senza di essa, i clienti indiani potrebbero dover trattenere il 20% di TDS (Tax Deducted at Source). Con la PAN, l’aliquota TDS scende al 10%, riducendo le perdite per l’esportatore.
- TDS (Tax Deducted at Source): richiedere un certificato TDS ai clienti indiani per poterlo usare come credito d’imposta nel proprio paese, grazie all’Accordo per evitare la doppia imposizione (DTAA).
- GSTIN (Goods and Services Tax Identification Number): necessario per la registrazione fiscale locale.
- Dazi Doganali e Tasse
- Codice HS: la classificazione corretta della merce (Codice SA o HS Code) è fondamentale per determinare il dazio base.
- GST (Goods and Service Tax): dal 2017, l’India ha introdotto la GST, un’imposta indiretta che ha sostituito molte leggi fiscali precedenti. L’importatore indiano paga l’IGST (Integrated GST) all’importazione, oltre ai dazi doganali.
- Dazi Compensativi e Anti-Dumping: l’India applica dazi compensativi per proteggere i settori domestici. È necessario verificare se il proprio prodotto è soggetto a tali misure.
- Documentazione di Esportazione (Italia)
L’esportazione verso l’India è considerata un’operazione non imponibile IVA (Art. 8 DPR 633/72) a condizione di:
- Fattura Commerciale: dettagliata, con valore, descrizione e Codice HS.
- Documento Amministrativo Unico (DAU) o Dichiarazione di Esportazione: prova dell’uscita della merce dal territorio UE.
- Polizza di Carico (B/L) o Lettera di Vettura Aerea (AWB): documento di trasporto.
- Certificato di Origine (COO): rilasciato dalla Camera di Commercio.
- Certificato EUR.1: se applicabile in caso di futuri Accordi di Libero Scambio (FTA) UE-India, per beneficiare di tariffe preferenziali (attualmente in fase di negoziazione).
- Requisiti di Conformità e Certificazioni (India)
- Etichettatura: le regole di etichettatura indiane, in particolare per i prodotti alimentari, cosmetici, tessili e farmaceutici, sono rigorose e devono essere rispettate prima della spedizione.
- Certificazioni Tecniche: molti prodotti (elettronica, telecomunicazioni, macchinari, dispositivi medici) richiedono l’ottenimento di certificazioni tecniche indiane obbligatorie (es. ISI Mark, BIS).
- Prodotti Agroalimentari/Animali: sono soggetti a rigide ispezioni sanitarie e fitosanitarie e richiedono l’obbligo di registrazione degli stabilimenti esteri presso le autorità indiane (es. FSSAI).
- Aspetti Contrattuali e di Mercato
- Partner Locale: è fondamentale trovare un importatore o un distributore affidabile e registrato in India.
- Contratti: l’Italia aderisce alla Convenzione di Vienna del 1980 (CISG) sulla vendita internazionale di beni mobili, mentre l’India no. In India vige il Sales of Goods Act del 1930. Per cui è fondamentale inserire una clausola che stabilisca esplicitamente la legge che governerà il contratto, difficilmente però le parti concorderanno l’applicazione della legge italiana, ma se così fosse scatterebbe l’applicazione della Convenzione di Vienna CISG 1980, visto che l’Italia l’ha sottoscritta e ratificata.
- In tema di Foro competente: sottoporre le controversie ai tribunali indiani può essere lungo e costoso. Similmente, ottenere l’esecuzione di una sentenza italiana in India può essere complesso.
- L’India ha invece aderito alla Convenzione di New York del 1958 sul riconoscimento e l’esecuzione di lodi arbitrali internazionali. Per tale motivo le imprese contraenti potranno valutare di ricorrere all’arbitrato quale metodo di risoluzione delle controversie in caso di contenzioso in alternativa al giudice nazionale, sempre a condizione che l’operazione economica ne giustifichi i costi ed in una sede neutrale (es. Parigi, Londra, Singapore) con regole riconosciute (es. ICC o UNCITRAL).
- Per quanto riguarda il contratto di Agent la normativa indiana non tutela particolarmente l’Agente quindi conviene sottoporre il contratto di Agenzia al diritto indiano (ad esempio non è inclusa l’indennità di fine rapporto per agenti/distributori).
- Accordo UE-India: l’UE sta rilanciando i negoziati per un accordo di libero scambio, che potrebbe semplificare ulteriormente gli scambi futuri.
- Protezione della Proprietà Intellettuale
- Raccomandazione: l’India ha una legislazione sulla proprietà intellettuale (Trade Marks Act, 1999). È essenziale registrare il proprio marchio direttamente in India prima di iniziare a vendere o a distribuire, per prevenire contraffazioni e l’uso non autorizzato da parte di partner o distributori locali.
- Supporto e Opportunità
- Incentivi: il governo indiano ha introdotto misure di supporto all’export e incentivi (come il programma Production-Linked Incentive) per settori chiave, con l’obiettivo di raddoppiare le esportazioni entro il 2030.
- Settori Chiave: macchinari, prodotti chimici, attrezzature per il trasporto, elettronica, tessile e lattiero-caseario mostrano grande potenziale.
In sintesi, l’esportazione in India è un percorso ricco di opportunità ma richiede un’attenta gestione degli adempimenti burocratici e fiscali, preferibilmente con l’assistenza di professionisti locali.
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La Riforma Doganale Nazionale: Struttura, Nuove Soglie Sanzionatorie e il Principio di Proporzionalità (D.Lgs. 141/2024 e Aggiornamenti 2025)
a cura Giuseppe De Marinis
Il panorama del diritto doganale e tributario italiano è stato radicalmente trasformato dal Decreto Legislativo 26 settembre 2024, n. 141, che stabilisce nuove disposizioni complementari al Codice doganale dell’Unione (CDU) e riforma il sistema sanzionatorio nazionale. L’obiettivo primario della riforma è garantire la proporzionalità delle sanzioni, la semplificazione amministrativa e un rapporto più trasparente tra le imprese e l’Amministrazione doganale.
Tuttavia, il quadro normativo è in continua evoluzione, essendo stato rapidamente aggiornato dal Decreto Legislativo 12 giugno 2025, n. 81 (decreto correttivo bis) e, sul piano giurisprudenziale, dalla Sentenza della Corte Costituzionale n. 93/2025.
- Struttura del Decreto e Principali Novità
Il D.Lgs. 141/2024 si articola su dieci articoli e su un Allegato 1 contenente le Disposizioni Nazionali Complementari (DNC) al CDU, le quali costituiscono il nuovo corpo normativo operativo in sostituzione del vecchio Testo Unico delle Leggi Doganali (TULD).
Tra le principali novità introdotte si segnalano:
- Digitalizzazione (SUDOCO): viene potenziato lo Sportello Unico Doganale e dei Controlli (SUDOCO) per la gestione delle dichiarazioni e la riduzione dei tempi di sdoganamento.
- Termini di Notifica estesi: sebbene il termine generale per la notifica dell’obbligazione doganale rimanga fissato a tre anni dalla normativa unionale, questo è esteso a sette anni qualora l’obbligazione sorga a seguito di un comportamento penalmente rilevante.
- Spedizionieri Doganali: è stata introdotta la “patente illimitata” per gli spedizionieri doganali, la quale consente di operare su tutto il territorio nazionale senza limitazioni territoriali o temporali. La patente è rilasciata dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli (ADM) previo superamento dell’esame di Stato.
- Il Nuovo Sistema Sanzionatorio: Soglie Penali e Amministrative
Il Titolo VI delle DNC ridisegna integralmente il sistema sanzionatorio, introducendo soglie economiche differenziate, riviste dal D.Lgs. 81/2025, che fungono da spartiacque tra l’illecito amministrativo e quello penale (Contrabbando).
- Rilevanza Amministrativa (Sotto Soglia) L’illecito è considerato di natura amministrativa (Art. 96 DNC) se l’ammontare dei diritti di confine dovuti non supera le soglie seguenti:
| Tributo | Soglia per Sola Sanzione Amministrativa | Rilevanza |
| Dazi Doganali | Non superiore a 10.000 euro | Se superiore, si configura il Contrabbando penale (Art. 78-83 DNC). |
| Altri Diritti di Confine (IVA all’importazione, Accise) | Non superiore a 100.000 euro | Questa soglia è stata innalzata per rendere il sistema doganale coerente con il regime sanzionatorio dell’IVA interna. |
- Istituti Premiali per la Compliance Spontanea Il sistema riformato rafforza gli istituti che favoriscono la regolarizzazione spontanea, escludendo le sanzioni più afflittive.
- Revisione Spontanea: la presentazione dell’istanza di revisione della dichiarazione (Art. 42 DNC) su iniziativa del dichiarante, prima che questi abbia avuto formale conoscenza di accessi, ispezioni o accertamenti, esclude l’applicazione delle sanzioni amministrative e della confisca.
- Causa di Non Punibilità (Ambito Penale): per i delitti di contrabbando punibili con la sola multa, il pagamento spontaneo e integrale di diritti, interessi e sanzioni, effettuato prima della conoscenza formale di accertamenti, può portare all’estinzione del reato e all’impedimento della confisca.
III. L’impatto della Corte Costituzionale: Confisca e Proporzionalità IVA
L’aggiornamento più significativo del sistema sanzionatorio riguarda il trattamento dell’Imposta sul Valore Aggiunto (IVA) all’importazione, a seguito della Sentenza n. 93/2025 della Corte Costituzionale.
- La Natura dell’IVA all’Importazione
Nonostante il D.Lgs. 141/2024 avesse inizialmente qualificato l’IVA all’importazione come “diritto di confine”, la Corte Costituzionale ha riaffermato la sua vera natura: l’IVA all’importazione è un tributo di natura interna, strutturato sul principio di neutralità fiscale. Essa non ha la funzione protezionistica tipica dei dazi doganali, il cui scopo è invece difendere il mercato interno.
- L’Illegittimità del Cumulo Sanzionatorio
La Sentenza 93/2025 ha dichiarato l’illegittimità costituzionale dell’obbligatorietà della confisca delle merci in caso di evasione dell’IVA all’importazione. La Corte ha ritenuto che il cumulo tra sanzione pecuniaria e confisca obbligatoria fosse eccessivo e sproporzionato, violando l’Articolo 3 della Costituzione e l’Articolo 49 della Carta UE.
La sproporzione nasceva da uno “squilibrio” con i dazi:
- IVA non estinta: per l’IVA all’importazione, a differenza di quanto accade per i dazi doganali (per i quali la confisca estingue l’obbligazione doganale ex Art. 124 CDU), la confisca non annullava il debito tributario.
- Trattamento più severo dell’IVA interna: la confisca era imposta anche per un semplice illecito amministrativo, mentre per l’IVA nazionale la confisca è ammessa solo in presenza di reato.
- Le Regole Operative per la Confisca IVA (Circolare ADM n. 18/2025)
La Corte ha stabilito che la confisca obbligatoria non si applica se l’operatore provvede al pagamento integrale dell’importo evaso (IVA, interessi e sanzione pecuniaria). Una volta recuperato l’intero debito tributario, la funzione di garanzia che giustifica la confisca viene meno.
L’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli (ADM) ha recepito immediatamente tale principio con la Circolare n. 18/2025 (del 25 luglio 2025):
- Solo Evasione IVA: se la contestazione riguarda esclusivamente l’IVA all’importazione, il pagamento integrale del tributo e delle sanzioni (anche tramite ravvedimento operoso) evita il sequestro o la conversione del sequestro in confisca.
- Violazioni Congiunte (Dazi e IVA): se l’accertamento riguarda congiuntamente dazi doganali e IVA (o solo dazi), la confisca amministrativa resta applicabile in base alla legislazione vigente. In questi casi, la confisca non può essere evitata nemmeno con il pagamento della sola IVA, poiché permane l’obbligazione relativa ai dazi.
- Prospettive Normative Future
Il percorso di armonizzazione è destinato a completarsi con ulteriori interventi legislativi, volti a recepire pienamente i principi di proporzionalità:
- Terzo Decreto Correttivo: è in preparazione un terzo decreto correttivo che mira a eliminare definitivamente l’obbligo di confisca amministrativa in tutti i casi in cui l’operatore abbia estinto il debito tributario (diritti, interessi e sanzioni). L’obiettivo è estendere la non applicabilità della confisca anche ai casi di dazi e reati estinti, salvo per i beni il cui commercio è vietato o per le confische disposte dall’Autorità giudiziaria.
- Nuovo Testo Unico delle Sanzioni: parallelamente, il Decreto Legislativo 5 novembre 2024 introduce un nuovo Testo Unico che riorganizza le sanzioni in materia di imposte sui redditi e IVA, applicabile dal 1° gennaio 2026.
In sintesi, la riforma doganale mira a sostituire il sistema sanzionatorio storico con un quadro più coerente, proporzionato e digitalizzato, in cui la regolarizzazione spontanea del debito tributario è premiata con l’esclusione delle sanzioni più afflittive, come la confisca. Il principio riaffermato dalla Consulta, secondo cui l’IVA all’importazione è un tributo interno e non un dazio doganale, ha avuto un impatto fondamentale sulla revisione del regime sanzionatorio.

