AI ACT, È FINITA L’ATTESA INIZIANO I CONTROLLI: DAL 30 SETTEMBRE L’IA SI APPLICA ANCHE IN ITALIA

Con il D.Lgs. 160/2026 la Legge 132/2025 diventa operativa: nuovi reati, responsabilità d’impresa e onere della prova sull’adeguamento all’AI Act. Come tutelarsi?

 

Con il D.Lgs. 160/2026, in vigore dal 30 settembre 2026, l’uso dell’intelligenza artificiale smette di essere solo una questione tecnologica. Diventa una questione di responsabilità personale per chi la utilizza. E la prima difesa resta la competenza di chi la usa.

Per anni abbiamo parlato di intelligenza artificiale al futuro. Dal 30 settembre 2026 ne parliamo al presente. Anzi, al presente indicativo del codice penale. Entra infatti in vigore il D.Lgs. 9 settembre 2026, n. 160, che attua la delega della L. 132/2025 e cala l’AI Act europeo nel nostro ordinamento con strumenti che imprenditori e manager conoscono bene: il reato, la responsabilità dell’ente, il risarcimento del danno.

Il quadro, in estrema sintesi, è questo:

  • un nuovo reato (art. 437-bis c.p.) punisce con la reclusione da 1 a 5 anni chi omette misure di sicurezza o di supervisione umana su sistemi ad alto rischio;
  • l’impresa risponde ai sensi del D.Lgs. 231/2001, con sanzioni fino a 1.000 quote e possibili misure interdittive;
  • in sede civile il nesso causale si presume quando il danno deriva dalla violazione degli obblighi dell’AI Act, e il rifiuto di esibire log e documentazione vale come ammissione dei fatti.

C’è tempo fino a settembre 2027 per adeguare i sistemi già in uso. Ma sarebbe un errore leggere quei dodici mesi come una proroga. Sono il tempo necessario per costruire ciò che il decreto, di fatto, dà per presupposto: persone capaci di usare l’IA sapendo cosa stanno facendo.

Il punto di partenza è l’alfabetizzazione. L’articolo 4 dell’AI Act chiede a fornitori e utilizzatori di sistemi di IA di adottare misure per sviluppare le competenze del proprio personale. L’obbligo è in vigore dal 2 febbraio 2025 e, dopo il Digital Omnibus, è stato riformulato come obbligo di mezzi, non di risultato. Ma questo non lo rende più leggero: significa che l’impresa deve poter dimostrare di aver formato chi usa questi strumenti, con percorsi adeguati al ruolo ed ai rischi. In un processo in cui il giudice può chiedere la documentazione ed il nesso causale si presume, quella prova diventa decisiva.

C’è poi un aspetto meno giuridico e più quotidiano. Il commerciale estero che usa un chatbot per rispondere ad un cliente, l’ufficio legale che si affida ad un modello per una ricerca, il marketing che genera contenuti: sono già oggi utilizzatori di IA. Le “allucinazioni”, i dati riservati inseriti con leggerezza, i contenuti coperti da diritti altrui non sono ipotesi di scuola. Sono i casi su cui la giurisprudenza comincia a pronunciarsi.

Per questo abbiamo organizzato un percorso di formazione specialistica online di 6 ore, dal titolo Aspetti legali e responsabilità nell’uso dell’Intelligenza Artificiale e IA per l’export, rivolto ad imprenditori, dirigenti, responsabili export. Le due parti si completano:

  • 3 ore con l’Avv. Michele Lenoci, esperto di organizzazione e tecnologie per l’export delle PMI: come usare l’IA in modo consapevole per l’analisi di mercato, il marketing internazionale e il customer service multilingue.
  • 3 ore con l’Avv. Marco Tupponi, cassazionista e docente di diritto commerciale internazionale: AI Act e normativa italiana, obblighi e sanzioni, responsabilità civile, uso di ChatGPT e questioni di copyright.

L’obiettivo non è spaventare nessuno, né frenare l’innovazione. È dare alle imprese gli strumenti per usare l’intelligenza artificiale con consapevolezza e per poterlo dimostrare. Perché da oggi la differenza tra un rischio gestito ed una responsabilità contestata passa anche da qui.

Un valore aggiunto per chi si iscrive: ogni partecipante riceverà un report personalizzato sullo stato dell’arte della propria impresa, elaborato da un programma sviluppato dai nostri professionisti. Il report fotografa come l’impresa usa oggi l’intelligenza artificiale ed indica, punto per punto, le azioni da intraprendere per essere in regola con l’AI Act. Al termine del percorso, ogni impresa avrà così a disposizione non solo le conoscenze necessarie, ma anche una tabella di marcia concreta.

 

Il corso si terrà online il 18 ed il 25 novembre dalle 9:30 alle12:30

Per informazioni ed iscrizioni: info@commercioesterosrl.com